Tillandsia

7 dicembre 2016



Giusto un anno fa raccontavo che sono i colpi di fulmine a farmi venir voglia di decorare.  E' accaduto ancora: sono uscita per comprare decorazioni di Natale e son tornata a casa  entusiasta con le mie nuove piantine senza radici, le Tillandsia.  Noncurante del mio pollice poco verde fiduciosa nella loro poca manutenzione continuavo pensare a quante cose avrei potuto fare con quelle piantine . Le immaginavo nel mio cassetto da tipografo, raccolte in una ghirlanda, appese in aria o a lato del vassoio delle colazioni come centro tavola e ovviamente come chiudipacco dei piccoli regali di Natale. 



Quando provo così tanta gioia per una cosa piccolina si riaccende la fiducia in me stessa. C'è un speranza di tornar bambina e vivere ancora il mondo come qualcosa di nuovo. Che bella sensazione e quanta energia mi procura.









Nel mio recente viaggio a Londra ho acquistato un libro per imparare a prendermi cura di queste piccole gioie, di come fargli il bagnetto (proprio come ai bambini) e dove sistemarle. 
Il libro si chiama House of Plants

Ho raccolto alcune ispirazioni botaniche in una cartella Pinterest  dedicata ma il progetto più carino arriva proprio da queste pagine: la carta stampata , su di me, ha sempre un certo fascino.









Io, Caffarri e il risotto porro cavolo nero fritto e melagrana

1 dicembre 2016





Quando mi chiedono di fare qualcosa che mi intimorisce la risposta è quasi sempre sì. Cucinare per Stefano Caffarri de Il Cucchiaio d'Argento , potevo dire di no? Il mio lavoro è raccontare la mia terra e con gli anni ho imparato che se non sei una guida puoi sempre suggerire quello scorcio che ti emoziona, se non sei una cuoca nessuno ti vieta di cucinare quello che sai fare. Ho imparato che essere se stessi e offrire quello puoi spesso può bastare. 


Mi sono sempre fatta forza così in tutte le occasioni... Qualche giorno fa ho preso sotto braccio il mio cesto e son partita con Stefano e Neff per raccontare la mia Firenze e cucinargli la mia minestra di pane. 

Gli ho dato appuntamento nel luogo che più rappresenta una città: il mercato. Ho scelto quello di Sant' Ambrogio : tranquillo e frequentato quasi esclusivamente da fiorentini. Nei dintorni si trovano tante piccole gemme culinarie come il lampredottaio Pollini e il Cibreo. Inoltre aldilà della strada (largo Annigoni) c'è il mercatino dell'antiquariato (ex dei ciompi). Dopo la spesa,il lampredotto, la trippa e la pappa al pomodoro siamo tornati al Valdirose per cucinare insieme la famosa Minestra di pane. Qualcuno di voi avrà già visto il video qui e si sarà già divertito ascoltando il mio toscanaccio e avrà notato la mia sorpresa davanti alla richiesta di un risotto con porro chiuso di cavolo e...melagrana? Beh due giorni fa ci ho provato  e sono rimasta entusiasta del risultato, pubblicando la stories su instagram in tanti mi hanno chiesto la ricetta quindi ecco qui le dosi e la facile esecuzione del mio 


RISOTTO AI PORRI MELAGRANA E CHIPS DI CAVOLO NERO
90g olio extra vergine di oliva
100g di porro
350g di riso carnaroli 
i chicchi di mezza melagrana
sale
brodo vegetale (qui eseguito solo con acqua e un porro)
un tocco di burro
In una risottàera unite l'olio e il porro tagliato a rondelle sottilissime.Fate imbiondire e aggiungete il burro. Quando il burro si è fuso versate il riso e fatelo tostare. Versate quindi il brodo e cucinate piano piano (circa 25minuti).Nel frattempo oleate bene una padella e saltate le foglie più tenere del cavolo nero fino a che non risultino scure e croccanti, con la consistenza delle chips appunto.Servite il riso caldo decorando con i chicchi di melagrana e le chips a guarnire.


Un nuovo angolo in cucina

28 novembre 2016



Non trascorro un anno senza apportare qualche modifica al Valdirose. Sono irrequieta? Non più della maggior parte delle donne, credo. Abbiamo sempre un buon motivo per cambiare e uno altrettanto valido per tenere quel ricordo sul comodino. 
Nel mio caso è stata necessità: all'apertura del b&b avevo un budget limitato, ho fatto quel che potevo e poi... atteso. Imparando che c'è un tempo per fare e un per perfezionare. 


Questa estate, nel pieno dell'alta stagione, ho cambiato parte della cucina: ho separato due ripiani dall'étagère della veranda ottenendo una madia e due mensole, ho buttato giù la parte in muratura e imbiancato. 

Con la nuova luce e la stanza vuota ho finalmente visto ciò di cui avevo bisogno : artigianato e caldi materiali naturali.

Volevo che le pietre arrivassero dalla mia amata regione toscana quindi acquistato qui il piano d'appoggio e il mio pilozzo in travertino scolpito da un unico blocco. Sarò infantile ma è una cosa di cui vado fiera. Vorrei anche io saper far qualcosa di manuale , qualcosa che valesse la pena tramandare. 


Ho finalmente trovato il ripiano anche per la base del tavolo che avevo acquistato dal rigattiere vicino casa ottenendo il mio tavolo preferito per la pasta fresca (e non solo , perchè, diciamocelo... quanto è bello lo sfondo del marmo per noi che amiamo fotografare?!)








tracce di me

20 novembre 2016

Un cartello rimasto sul bancone da restaurare. 
Le posate usate per scattare il libro
Una composizione con gli ultimi fiori del giardino
tracce di me 
che voglio ricominciare a fotografare
per il gusto di ricordarmi di scegliere bene quel che mi circonda 

come cenerentola

18 novembre 2016

In questi ultimi mesi è capitato di vivere esperienze decisamente fuori dal mio ordinario. Ho smesso di immaginare cosa mi può accadere, mi lascio sorprendere.


La sorpresa più recente è stata essere ospite alla prima delle 4 cene di "Grands Chefs experience" avvenuta lo scorso 15 novembre in una della location d'eccezione targate MGallery by Sofitel 



Come una moderna cenerentola ho lasciato i fornelli, indossato un abito lungo, le scarpe più (s)comode che avevo e son volata a godermi la cena dei due chef del JRE della serata. 
Il primo tutto toscano (Cristian Santandrea de La tenda Rossa) e il secondo francese (Sylvain Bedouin de Le pigeon blanc) 

Devo esser sincera , oltre ad alcuni piatti che mi hanno fatto chiudere gli occhi per viver da sola tanta bontà,  una delle più forti emozioni è stata vedere le cappelle medicee a due passi. Mi trovo spesso a sognare la vista di certi palazzi e poterne godere anche solo per una sera è stato "il mio lusso".



Firenze era soltanto la prima delle 4 cene stellate 
qualcuno potrà ancora sognare a Milano Palermo e Venezia.