livorno

16 febbraio 2016

Capitava a sorpresa, come le voglie e, quando accadeva, una domenica qualunque diventava una festa: "Bambine vestitevi svelte, il babbo ci porta a mangiare il cacciucco". Il tempo di ascoltare il lato di una cassetta ed eravamo a destinazione. Ricordo bene il fermento di quei ristoranti: tra i piatti e il profumo di pesce i commensali si prendevano in giro , ridevano e raccontavano tragedie come fossero barzellette, a quelle tavole così teatrali e colorate anche le battute spinte erano ammesse (forse per questo "le bimbe livornesi" eran sempre più vispe di me)... Me ne stavo al mio tavolo, al sicuro davanti a quel piatto fumante che incredibilmente riusciva a farmi amare anche le lische. 





Una corsa nella terrazza a scacchi (terrazza Mascagni) un ponche per i grandi e poi tutti in alfa sud verso Firenze. Da allora son passati vent'anni ma Livorno è sempre la stessa: conserva i suoi scorci incantevoli, le battute taglienti e spietate, custodisce il magico quartiere nel cuore della città vecchia chiamato "Venezia" e, dietro tende di plastica, luoghi storici dove da anni si mangia e si fa merenda. 

In questa città non si tradiscono le tradizioni per le mode del momento e se chiedi per strada non c'è dubbio alcuno: la torta si accompagna alla spuma bionda e si mangia da "Gagarin" proprio di fianco al mercato centrale. il ponche si prende "dal Civili" , il cacciucco "da Galileo" e il frate dal "Frataio": non affannatevi a cercare insegne o indicazioni, a loro non servono. Sono lì da anni e se non sai dove allora non sei livornese.   Ecco perché amo questa città ecco perché è stato o un grande onore raccontarla a cucina corriere.  Questo è l'articolo con tutti indirizzi e indicazioni.




parigi

12 febbraio 2016



Non è inverno senza Parigi. 



Quest'anno per la prima volta eravamo in tre. Musei da scoprire e punti panoramici hanno rubato il tempo ai nostri tranquilli caffè. Nessun silenzio complice a due ma chiacchiere a profusione per non far sentire salite e scalinate a mia figlia che voleva sempre andare dove si vede  "più Parigi possibile" 


Questo inverno Parigi è stata vissuta così : tra cielo e ringhiera di ferro provando a immaginare quanta preziosa vita scorreva sotto al mio sguardo. 


Ho aggiunto qualche indirizzo ai miei preferiti di sempre
(le foto di questo post sono prese dal mio Instagram, qui trovate tutti i dettagli)




Mercato delle pulci de Saint - Ouen



Galerie de Paleontologie et d'Anatomie comparee
Museum national d'histoire naturelle 


quest'anno ho soggiornato all' Hotel paradis
au revoir